vecchio

Street grappa

Un vecchio slavo col borsone,

voleva vendermi acquavite fatta in casa,

pulita, secca, potente.

L’ho comprata.

Oro trasparente in bottiglie di polietilene tereftalato .

E l’ho bevuta con lui,

a piccoli sorsi,

per difendersi dal vento gelido

che non fa sciogliere il ghiaccio.

Respiro l’odore balsamico dell’alcool

e del mondo antico infuso in esso,

volatile. Incolore.

Poi, alleggerito, torno alle mie monotone faccende itineranti

e guardo il vecchio allontanarsi lento

con un passo che pare incerto.

G.U.

La scatola

foto di I.M.

 

Eccoci qui, ancora soli. C’è un’inerzia, in tutto questo, una pesantezza, una tristezza… Fra poco sarò vecchio. E là sarà finita, una buona volta. Gente n’è venuta tanta, in camera mia. Tutti han detto qualcosa. Mica m’han detto gran che. Se ne sono andati. Si son fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo.

da Morte a Credito, Louis-Ferdinand Céline

Niente

 

Non sono in grado di mettere ordine alle parole
per riconoscere questa nuova condizione
non un filo da seguire solo confusione
ho risposte vecchie e inadeguate
di nuove non ne ho trovate
mi sento peggiore ma è solo nostalgia
per quel che ero e ora scorre via

Y.F.