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Taccuino all’Idrogeno – Numero 40

No vabbè, siccome è estate e siccome è un numero tondo, questa volta non vi dico niente.

L’Editor.

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Quanto vale un foglio bianco per il Taccuino?

Quanto vale un foglio bianco

Quanto vale un foglio bianco per il Taccuino? Quanti like, cuori e commenti? È un’estate così fresca oggi, una giornata così aperta da riempire che le tragedie alla finestra stanno per arrendersi: lacrime già donate, pensieri cupi già provati. Cosa resta? Un abbraccio ai figli, di quelli che poi ci si butta sul divano come gatti arruffati. O altri abbracci graffi e sospiri come canzoni francesi: io e mia moglie sempre sul divano. O De Andrè che ci sveglia con la sua storia di contraddizioni e parole rare, d’amore, vere a raccontarcela, senza sconti né ruffianerie ritorna per parlarci dello stupore di vivere. O la gatta che poi ci va a dormire su quel divano la notte, quando tutti stiamo giocando a ping pong coi brutti sogni e, mentre schiacciamo e vinciamo, a forza di crederci ai sogni belli, il gatto si sveglia e passa in rassegna i nostri occhi leccandoci e asciugandoci quelle lacrime che nascondiamo sui social, agli amici e ai padri ormai seppelliti senza avergli dato l’ultimo bacio sulla fronte.

P.S.

Taccuino all’Idrogeno – Numero 39

Questo è il numero 39, e manca poco al numero 40. Il che praticamente vuol dire che siamo vecchi ma duri a morire, se non si era capito. Cioè, sono anni – abbiamo perduto il conto – che siamo qui a raccontarcele e a raccontarvele, e se state leggendo vuol dire che tutto sommato la cosa non è che vi dispiaccia. Sempre che vi ricordiate come siete capitati su questo sito.

Comunque, magari ora vorreste sapere qualcosa di più sul numero. Della rivista. Quello sì. Magari. Vabbuò.

Dunque ci sono dei luoghi esteri, del beat, dei numeri e un sistema, Antonio e Pino, un antiquario a Venezia, due poliziotti e un tizio trovato in via Arenella. Poi ci sono dei torsoli di mela, e se riuscite a capire il perché abbiamo scelto questo come tema grafico del numero fatecelo sapere, perché noi non ce lo ricordiamo.

Taccuino chi?

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Taccuino all’Idrogeno – Numero 38

A chi opera con calma, ogni cosa è chiara e sicura;

la fretta è sconsiderata e cieca.

Tito Livio

 

Questa volta siamo in ritardo. Questa volta ci siamo fatti aspettare. Questa volta ci sono piccioni, treni, oppio, nazisti, citofoni e lesbiche. Insomma, anche questa volta c’è un numero nuovo e un nuovo numero. Siam qua, siam qua.

In fin dei conti, conta il contenuto. Contenti? (Fatecelo sapere)

Buone letture, lettori!

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Taccuino all’Idrogeno – Numero 37

Per l’ennesimo anno siamo qua, e detto così pare cosa da niente. Ma rendetevi conto di come è iniziato l’anno, questo anno. Quindi sì, siamo qua, e non è mica cosa da poco.

Tralasciando i convenevoli, ci siamo dati da fare, pieni di buoni e cattivi propositi, e abbiamo messo in piedi la prima nuova grande meravigliosa e sublime uscita del 2016, stavolta non a tema, così.

Grande è poco ma sicuro, dato che questa volta ci siamo non solo tutti, ma abbiamo pure un ospite esterno a pagina 14. E da leggere ne avete fin che volete.

Meravigliosa perché dai, diciamocelo, come si fa a non fare la bocca a culo di gallina con questa copertina. È proprio amabile.

Sublime perché con tutto quello che è successo nei primi mesi del 2016 l’unica cosa che vien da dire è “cristo santo!” (e questa è decisamente quella più candida).

Il resto, come sempre, a quegli stoici che ancora continuano a leggerci, affrontando avversità e calamità naturali tipo cavallette e quellarobalì. E a quelli nuovi. Questa uscita è tutta per voi. Buon anno. 

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