sofferenza

Ultimi sprechi

 

 

 

 

 

Giorni di debolezza annunciata

consumato su una sedia

ho tante piaghe

che non riesco a contarle

non ho sufficienti nomi

per tutte le mie sofferenze.

Y.F.

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Good night Santa!

L’esistenza è sofferenza, finisce quando si muore. Questo lo diceva un tale un po’ di tempo fa. L’ho letto in uno dei libri che ho trovato di là nella sala comune. Ce ne sono tanti, e nessuno li prende mai. Eppure sono lì. Forse nessuno se ne fa nulla. Comunque fatto sta che io non lo conosco questo Ginsberg – si chiamava così, me lo sono scritto sulla mano per non dimenticarlo perché io dimentico sempre tutto – ma credo che non avesse tutti i torti. Per esempio io, se guardo indietro alla mia infanzia, che dicono dovrebbe essere il periodo più felice perché te ne vai a zonzo senza pensieri, preoccupazioni – dicono, però io pensavo un sacco ed ero sempre molto preoccupato per ogni cosa da piccolo – mutuo e cessi che si intasano – e io lo so che non è per colpa della carta a 4 veli ma è perché l’uomo alla fin fine è il più grande produttore di merda che esista al mondo, in svariati sensi – non mi pare di ricordare tanta giuoia. Si dice così no? L’ho letto in una poesia di non so chi. L’avevo scritto sulla mano sinistra ma prima sono andato a pisciare e poi me la sono lavata. Perché io sono mancino. Perché ci controllano spesso le mani, per vedere se ci sono ferite o roba del genere e quindi è meglio siano sempre in ordine. Comunque alla fine forse questo Ginsberg era uno come me, vale a dire un povero sfigato. Perché io adesso non faccio nulla di quello che avevo sognato di fare da piccolo e poi anche se da piccolo sognavo sapevo che non avrei mai cacciato i soldi per trasformare tutto in realtà. Uno che riesce a far avverare cose del genere potrebbe essere Babbo Natale per esempio. Ecco, io non riuscivo manco a farmi portare da Babbo Natale quello che volevo. Si, perché Babbo Natale alla fine esiste, l’ho letto sempre su quella rivista di quell’infermiera, mica mi invento le cose io, è che fatalità sta con quelli con i soldi. Ma questo non c’era scritto, questo lo so io e ti assicuro che non mento. Babbo Natale è uno sporco capitalista, ecco cos’è. Non c’è altra spiegazione. Non sono mica pazzo, una spiegazione ci sarà per tutta questa merda e per i cessi intasati e se faccio due più due insomma, è facile capire che la colpa è praticamente sua. Gli scriverò, ecco cosa farò. Devo dirgli ciò che penso di lui. Mi pare corretto nei suoi e nei miei confronti insomma…

“Ehi Jack!”

“Ciao John, stai di nuovo parlando con la lampada?”

“Questa non è una lampada, te l’ho detto.”

“Ah no, e che cos’è allora? Sentiamo.”

“Bah, lasciamo perdere, tanto voi “giusti” non capite. Mentre noi bla bla bla…giusto?”

“Già. Vero. Dai, tieni le tue pillole. Avanti.”

“Bah, pillole. Ce ne fosse una che porta a qualcosa. Mi rendono stitico e basta!”

“Perché dove vorresti andare John?”

“E che ne so. Qua quelli col cervello siete voi. Io che cazzo ne so. Penso e sparo cazzate, come dite voi. Che altro dovrei fare? Scrivere a Babbo Natale?”

“Niente John. Proprio niente. Tra 20 minuti spegni la luce.”

“Bah…”

“Notte John.”

“Notte Jack.”

I.M.