poeta

Il poeta

Uomini d’Oriente,

Che per Giacomo son tutti cinesi

Coi volti esausti,

Ma un poco anche appagati

Avvolti nei vapori aromatici

Delle loro cucine portatili

E salmastro si mescola a polveroso

Vivo ed inerte.

C’è forse Bellezza in tutto ciò?

Si domanda dalla torre di cemento

Il barbuto poeta.

G.U.

Primo Premio

Mi hanno appena parlato di un

ragazzo, un

poeta, un coetaneo.

Non uno scribacchino con

quattro fogli spiegazzati come

il qui presente, ma un esimio vincitore

di concorsi di poesia.

 

Tempo fa ho letto un paio dei suoi lavori.

Poesie d’amore.

Le ha pure pubblicate, tanto che è un figo.

Mi chiedo quante ne possa rimorchiare con

simili..

doti.

 

“aaaaa” e poi “eeeeeaiotremprestamiiiiii”

e ancora:

“tuuuuuamrieee te sipreeeeeeeeee”

“oooooooooooooo”

“ma io….”

“siiiiiii”

“gnaaaaaaaaaaaaaaa”

 

più o meno suonano così.

Una nenia straziata, un cuore troppo piccolo

per tutte quelle emozioni.

Grand’uomo.

 

Ma in fondo che ne so io?

Non gli ho mai nemmeno parlato.. insomma, avrà i suoi motivi.

Lo spero almeno. Ma dove tira a parare?

Del grande amore?

già detto..

Dell’amore tormentato?

già scritto..

Della morte dell’amore?

già girato..

Dell’amore omosessuale?

oramai è obsoleto..

 

E’ solo questo che mi lascia perplesso.

Mi avessero fatto leggere venti pagine di

un tipo che descrive minuziosamente i suoi trastulli notturni

infilando il cazzo tra il materasso e il muro.. ecco..

eccotela una poesia d’amore!

 

Ma di donne, di cuori infranti, di fiori,

di sguardi, di occhi lucidi.. ce ne sono già stati così tanti..

è di muri che abbiamo voglia!

¡ materassi trapanati da masturbatori folli!

¡ cuscini sfondati da verghe inarrestabili!

¡ cavolfiori deflorati sul tavolo della cucina!

ecco quello di cui vorrei leggere..

siamo arrivati fino a questo punto,

perché fermarci a rivangare il passato?

siamo andati a fondo?

ma continuiamo!

sempre più in basso, sempre più grattando nel

denso e nel

pesante.

 

volete darmelo?

ebbene c’è già scritto sopra:

“Primo Premio”

non vi resta che firmare e

sganciare

il

malloppo.

 

F.K.

Aluminium

Ho sempre pensato al poeta come ad un mentitore, forse il più grande ipocrita che esista. In fondo, dà vita ad un respiro che muore nell’attimo in cui la penna lo descrive. Credo che l’anima più interna di ogni emozione sia troppo volatile per essere impressionata come pellicola.. riprodurla su carta, riprodurla a parole è descriverla. Descrivere è ricondurre alla comprensione, all’intelletto, e spesso equivale a falsificare. L’anima si vive e basta, e l’unica poesia che abbia mai vissuto è la vita.

K.S.