poesia

Poesia 2

plasmati da un impasto rancido

poco elastico

ci esercitiamo a germinare anime spicciole

in semenzai di legno

e corrughiamo l’espressione

in una fluttuante intensa gravità

pronti

non del tutto

all’anàbasi

G.U.

Marzo.

Si allungano le giornate e ricominci a vedere la luce.

Colta dalla poesia del tramonto tardivo, pensi valga davvero la pena vivere e ti commuovi ammirando la natura intorno a te perché, Hey! anche tu ne puoi godere e oh mio dio il vento sui fiori e penso piangerò, scriverò poesie e vivrò di sensazioni e e e… niente si frapporrà tra me e i miei sogni e l’arte mi scorrerà dentro come non mai e rifuggirò dai luoghi comuni e metafore abusate…

Coltiverai la terra e proponi alla tua metà: avremo un coniglietto portafortuna! Berremo tisane la sera adagiate su poltrone davanti ad una vecchia radio o vedremo le migliori serie in streaming, perché ok poesia, ma bisogna pur vivere.

Raduni le amiche e urli: “abiteremo vicine così da poter tornare a casa a piedi la sera e… film d’autore e sensazioni reali!”

Un battito di ciglia dopo ti viene fame e ti rendi conto che devi fare i doppi turni per pagarti tutta la montagna di roba che ti stai mangiando ed è l’11 del mese e ti hanno pagato ieri e già stai facendo il countdown per il  prossimo stipendio.

Fino ad un secondo prima millantavi un ritorno alle origini e alla radici (letteralmente), ma alla prima interruzione di corrente mentre ti stiravi i capelli giri la testa a mo’ di esorcista. Whatsapp si blocca per 5 minuti e ti giochi il paradiso. Piangi quando è la volta del telecomando del cancello che è troppo lento.

M’arzo?

S.A.

Seduta

Seduta, sola, e un telefono che squilla. Fuori non vuole piovere, allora un caffè per favore. Sapeva le poesie, sapeva del male avuto, ma sapeva poco dei suoi figli là che si stanno per bagnare. Sbagli, obblighi sociali da procreare, e il marito poi cos’era?

Sdraiata, sola, e un soffitto a volte conosciuto a memoria in questi anni di muffa e segreti. Sapessi la sete di notte, e quelle scale da fare due per volta. E rumori, vicini, gemiti oltre le pareti centenarie di terrore e piacere.

Ma quale vita oggi conosce un sapore così acido, di foglie umide, poco prima che diventi humus, e che diventi una storia, e che somigli un po’ a te?

Il telefono funziona, ora si sta alzando, intanto fuori c’è luce abbastanza da vederci i volti feriti dei figli che scorrono via.

P.S.

Senza titolo

Ho visto

schiaffi in faccia

                          dall’avidità di pochi,

sputi Rock’n’Roll

                           sul pubblico pagante,

urla assordanti

                        durante le messe cattoliche,

e canti gregoriani

                           alle fiere del porno.

 

Ho visto

           auto modificate,

                                milf tatuate,

                        saloni nautici,

                                    esposizioni settoriali internazionali,

 

E ci ho vomitato sopra.

 

Ho scelto

di raccogliere la merda dei cani

                                                in sacchettini di plastica

                                per tener pulito il prato,

di infilare il cazzo

                             sempre nello stesso buco.

 

E di fare pace col mondo.

 

Tanto, a pugni,

vince lui.

G.U.

Al cor gentil rempaira sempre amore

La Camuna era entrata in classe con la sua falcata energica e il gonnellone lungo fino al polpaccio. Sembrava sorridere.

Era quasi inguardabile per noi ragazze degli anni ottanta con il Moncler e la borsa con gli orsetti appoggiata distrattamente sul banco.

Negli ultimi  mesi durante le ore di italiano e storia avevamo affrontato solo due argomenti i Camuni, che le aveva permesso di guadagnare il suo soprannome sul campo, e il dolce stilnovo. Io ero seduta in fondo alla classe, svogliatamente attenta, mancavano solo due ore e poi finalmente il weekend.

Avevo promesso a mia mamma di tornare in fretta da scuola per prendermi cura di Simo, ma Cri mi aveva chiesto di fare il giro largo passando davanti al bar per vedere se c’era Luca. Oggi era il suo compleanno, ma era anche san Valentino e lui non si era fatto sentire.

La Camuna iniziò la sua lezione:  “Ragazze oggi vi vorrei parlare di una poesia di Guido Guinizzelli, un autore del dolce stilnovo”

 “Ci risiamo”, dissero i miei occhi a Silvia che sedeva dall’altra parte della classe.

Al cor gentil rempaira sempre amore

come l’ausello in selva a la verdura;

Al cuore nobile corrisponde sempre l’amore, come l’uccello nel bosco torna fra il verde. L’amore e il cuore gentile, essendo stati creati dalla natura nello stesso istante, sono tra loro inscindibili, come è inscindibile la luce dal sole e il calore dalla fiamma.

Questo è l’Amore.

Questo verso si era depositato dentro di me senza che io me ne fossi neanche resa conto. Era li in un silenzioso angolo del cuore e oggi l’ho sentito di un rumore totalizzante. Sarà che ieri ero un po’ giù, sarà che sono una romanticona, ma è così che voglio che sia il mio amore per te.

Premo invio e l’SMS parte. Ciao Amore, buon san valentino.

R.V.