mondo

Senza titolo

Ho visto

schiaffi in faccia

                          dall’avidità di pochi,

sputi Rock’n’Roll

                           sul pubblico pagante,

urla assordanti

                        durante le messe cattoliche,

e canti gregoriani

                           alle fiere del porno.

 

Ho visto

           auto modificate,

                                milf tatuate,

                        saloni nautici,

                                    esposizioni settoriali internazionali,

 

E ci ho vomitato sopra.

 

Ho scelto

di raccogliere la merda dei cani

                                                in sacchettini di plastica

                                per tener pulito il prato,

di infilare il cazzo

                             sempre nello stesso buco.

 

E di fare pace col mondo.

 

Tanto, a pugni,

vince lui.

G.U.

Dolce Stil Novo #2: Sonetto Caudato

Pensavo che un pensiero di tal forma

in nessun caso dentro la mia testa

avrebbe preso piede, invece questa

idea sempre più l’inconscio plasma.

M’immaginai un mondo d’altra risma,

cibernetica terra di conquista

dove la spada incide le mie gesta

sul granitico, draconico derma.

Questo lampo partì in conseguenza

di un diverbio col sesso antipodiano

che mi fece volar l’immaginanza.

Che pacchia in questo loco così strano!

Solo bit, niente ansie, ma pur senza

abbracci  e baci: sacrificio inumano!

 E così, sul divano,

con l’amor che mi tiene saldo a terra

simulo l’odio, combatto una guerra.

U.U.

nota: ogni forma di pubblicità occulta che si voglia per caso vedere nell’immagine è un fake. I detentori dei diritti di quei quattro simboletti malefici non siamo noi, ci tenevamo a precisarlo che non si sa mai (e quindi ogni guadagno va a loro, noi ci consumiamo solo le dita a giocarci). Punto.

La scatola

foto di I.M.

 

Eccoci qui, ancora soli. C’è un’inerzia, in tutto questo, una pesantezza, una tristezza… Fra poco sarò vecchio. E là sarà finita, una buona volta. Gente n’è venuta tanta, in camera mia. Tutti han detto qualcosa. Mica m’han detto gran che. Se ne sono andati. Si son fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo.

da Morte a Credito, Louis-Ferdinand Céline

Juniper

appena tornato da una facoltà occupata,

una facoltà umanistica.

il motivo: “Aperitivo letterario”.

interessante..

 

dentro ci ho trovato un po’ di tutto, gente che leggeva brani di bei libri, “attori” che urlavano nel microfono e si contorcevano per terra come ossessi, tanta -forse troppa- politica, creatività (eccessiva?), libertà un po’ troppo ostentata per sembrare autentica.

Era forse quello il mio mondo?

 

poi ho commesso l’errore fatale, se così si può dire, di guardare le loro bacheche e leggere gli invitanti nomi dei loro corsi:

storia del teatro

letteratura

psicologia

filosofia

rinascimento

è qui che si studiano l’animo e l’arte!

 

e io che cazzo c’entro?! in tutto questo intendo.. eppure continuo il mio “lavoro”, la sera, con un ritmo estremamente incostante, forse con troppe pretese, con due compagni di viaggio fedeli ma un po’ scontati, – fondamentalmente senza le basi, un po’ come un bambino che cerca di acchiappare la luna allungando il suo corto e patetico braccino..

 

io studio i cuori, le fratture, gli intestini,

i vermi, le piaghe purulente..

so sì e no qualcosa sui batteriofagi,

sulle milze, sui muscoli sfinteri e dilatatori..

che ci sto a fare qui?

 

però, a mia difesa, posso dire

di aver trovato più poesia

nel riflesso di correzione di un gatto

che in tutto il manipolo di umanisti

ululanti

di questa sera.

F.K.