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Il “retrobottega” di Taccuino all’Idrogeno

Senza perderci in giri di parole, rischiando poi tra l’altro di perderci pure noi, ve lo diciamo così, di botto: per chi non lo sapesse ancora, è nato (anzi ri-nato, più corretto a dirsi) “il retro” del bar di Taccuino all’Idrogeno. Sapete, quella sala spesso buia, dove i gestori mettono i fusti di birre varie per le ricariche sempre all’erta, le bibite rigorosamente gassate per far più sete a chi beve e costringerlo a ri-bere, cacciaviti che non si sa mai che si rompa qualcosa e stranamente si rompe sempre, chiavi che tre quarti di volte scordi a cosa servono, quadri elettrici dove abbonda il nastro isolante, cibo da mangiare a bocconate nei momenti di pausa tra un servire e un altro, riserve di superalcolici che mantengono la loro proprietà di “riserva” generalmente per pochi giorni…insomma, quel postribolo dove c’è un bel po’ di roba indispensabile a mandare avanti il locale.

E il bello è che c’è una parola sola per dire tutto quello che abbiamo detto finora: retrobottega! Pensa te.

Ecco, dunque. Dopo l’aggiunta del cesso (va là, diciamo bagno, che altrimenti sembriamo poco fini), Taccuino all’Idrogeno vi apre le porte anche del “retrobottega”, facendovi vedere quello che di solito viene messo in secondo piano perché considerato “di abbellimento” ma invece “necessario” a mandare avanti il locale, il nostro locale:

le immagini.

Immagini semplici, complesse, d’effetto, banali, evocative, distruttive, fotografie, rielaborazioni grafiche personali, tentativi di voler essere grandi artisti, anche solo per una volta, davanti ai nostri specchi. Ma tutte accomunate da una cosa: rigorosamente produzioni originali e realizzate dagli autori/collaboratori di Taccuino all’Idrogeno. Inedite. Vere. Nostre.

Che gli affari sporchi qua si lavano in casa propria.

Il retrobottega di Taccuino all’Idrogeno. Uno spazio proprio e dedicato, con tutte le immagini che vengono utilizzate per il bar e la rivista (e anche cose nuove). E’ dietro. Ma pure quello conta eccome.

Qui.

ps: sito in espansione, ma intanto dateci un’occhiata!

ps1: la foto di questo articolo è di J.W.

Propositi propositivi probabilmente improbabili – #2

troppo belle per non usarle tutte …

 


Foto, immagini ed elaborazione grafica splendidamente a cura di E.Z.

Nota: la scritta Campari, e il Campari, e la donnina col Campari (ma non il bicchiere) e il colore del Campari (ma non il colorante) appartengono solo alla ditta che fa il Campari, mentre il contenuto delle bottiglie è, grazie al cielo, prodotto dalla ditta del Campari, ma partimonio dell’umanità. Quindi non abbiamo rubato niente a nessuno e il copyright è loro. Anzi, forse gli facciamo pure pubblicità. Ma un po’ se la meritano, dai, su. Alè.

 

 

Taccuino all’Idrogeno – Gennaio/Febbraio 2011 – Numero 7

Anche questo mese è giorno di busta paga. Anche se non per tutti effettivamente. Ah, tempi bui. Ma nonostante tutto c’è una cosa su cui si può sempre contare e cioè sul fatto che ogni due mesi, il dieci del mese, quel Taccuino all’Idrogeno c’è, ed esce on-line, dopo aver affrontato gelidi deserti ed intrepidi duelli, per noi, per voi, per tutti (forse questa l’avevamo già utilizzata, e forse è plagio, o forse violazione di copyright o forse pubblicità occulta. Forse in ogni caso queste parole stanno a significare che lo sappiamo, signori investigatori della fraudolenza). Ad ogni modo, avete ragione voi questa è solo una bella e buona fuffa introduttiva, perché il Taccuino non è una favola, è tutta roba vera.

Anche questo mese qualche variazione all’impaginazione, si va sempre per tentativi, e udite udite signori, una nuova entrata! Eh sì, fa il suo ingresso trionfale e niente male un nuovo contribuente (in regola, eh!), a fondo rivista, che quatto quatto è pronto ad essere letto e bevuto tutto d’un fiato col suo articolo. Noi vecchiardi del Taccuino gli diamo un caloroso benvenuto e speriamo che voi facciate altrettanto, col solito brindisi che è ormai un rituale (e se non lo fai sei fuori dai giochi, Johnny).

E come dicevamo qualche mese fa, per una vecchia uscita, qui l’inverno e non più l’autunno ci ha riempito i bicchieri (e ne aveva ben donde, dato il freddo) e noi siam restati lì, a vivere e a raccontar(ci). Forse storie che verranno giudicate mediocri, forse non sensazionali, o forse tutto il contrario. Tutto dipende dai punti di vista (o forse no?) ed ecco perché qui ci sono i nostri, senza fronzoli, senza timori. Ancora una volta quindi chiediamo: “Perché non vi unite a noi al tavolo del nostro bar? Avrete mica paura, no? Naaaa..”.

Taccuino all’Idrogeno, il settimo numero, è fresco fresco di “stampa” e pronto per essere lanciato dal ragazzo dei giornali. Nel frattempo, dato che il ragazzo dei giornali è stato licenziato per mancanza di fondi e conseguente riduzione del personale (ah, sempre tempi bui), ve lo proponiamo qui, sempre pronto all’uso (e oh, non viene neanche smangiucchiato dal cane!):

Taccuino all’Idrogeno – Numero 7

E al solito, per una lettura più invitante e consistente a livello visivo, che pare un libro, ecco il link diretto a issuu:

Taccuino all\’Idrogeno – Numero 7

Bentornati e benvenuti a tutti, che è ormai il nostro saluto abituale. Possiamo offrirvi un drink?

 

ps: ogni riferimento a fatti, persone o cose è come sempre puramente casuale.

Come per la Tassoni di prima (ops, abbiamo detto Tassoni).