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Taccuino all’Idrogeno – Numero 40

No vabbè, siccome è estate e siccome è un numero tondo, questa volta non vi dico niente.

L’Editor.

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Taccuino all’Idrogeno – Numero 39

Questo è il numero 39, e manca poco al numero 40. Il che praticamente vuol dire che siamo vecchi ma duri a morire, se non si era capito. Cioè, sono anni – abbiamo perduto il conto – che siamo qui a raccontarcele e a raccontarvele, e se state leggendo vuol dire che tutto sommato la cosa non è che vi dispiaccia. Sempre che vi ricordiate come siete capitati su questo sito.

Comunque, magari ora vorreste sapere qualcosa di più sul numero. Della rivista. Quello sì. Magari. Vabbuò.

Dunque ci sono dei luoghi esteri, del beat, dei numeri e un sistema, Antonio e Pino, un antiquario a Venezia, due poliziotti e un tizio trovato in via Arenella. Poi ci sono dei torsoli di mela, e se riuscite a capire il perché abbiamo scelto questo come tema grafico del numero fatecelo sapere, perché noi non ce lo ricordiamo.

Taccuino chi?

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Taccuino all’Idrogeno – Numero 38

A chi opera con calma, ogni cosa è chiara e sicura;

la fretta è sconsiderata e cieca.

Tito Livio

 

Questa volta siamo in ritardo. Questa volta ci siamo fatti aspettare. Questa volta ci sono piccioni, treni, oppio, nazisti, citofoni e lesbiche. Insomma, anche questa volta c’è un numero nuovo e un nuovo numero. Siam qua, siam qua.

In fin dei conti, conta il contenuto. Contenti? (Fatecelo sapere)

Buone letture, lettori!

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Taccuino all’Idrogeno – Numero 37

Per l’ennesimo anno siamo qua, e detto così pare cosa da niente. Ma rendetevi conto di come è iniziato l’anno, questo anno. Quindi sì, siamo qua, e non è mica cosa da poco.

Tralasciando i convenevoli, ci siamo dati da fare, pieni di buoni e cattivi propositi, e abbiamo messo in piedi la prima nuova grande meravigliosa e sublime uscita del 2016, stavolta non a tema, così.

Grande è poco ma sicuro, dato che questa volta ci siamo non solo tutti, ma abbiamo pure un ospite esterno a pagina 14. E da leggere ne avete fin che volete.

Meravigliosa perché dai, diciamocelo, come si fa a non fare la bocca a culo di gallina con questa copertina. È proprio amabile.

Sublime perché con tutto quello che è successo nei primi mesi del 2016 l’unica cosa che vien da dire è “cristo santo!” (e questa è decisamente quella più candida).

Il resto, come sempre, a quegli stoici che ancora continuano a leggerci, affrontando avversità e calamità naturali tipo cavallette e quellarobalì. E a quelli nuovi. Questa uscita è tutta per voi. Buon anno. 

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Taccuino all’Idrogeno – Numero 36: Libero. Sì, lo chiamiamo LIBERO.

Ok, praticamente, questo numero inizia così:

Ciao,

Senti questa novità…

La  scorsa settimana, un barista, tra una grappa e una pinta mi dice: “Mercoledì, qui, ci sarà il primo di 8 incontri con una ragazza che gestisce una piccola libreria e che ha avuto la malsana idea di creare un mini circolo culturale presentando, in vari pub/bar piemontesi e lombardi autori emergenti con le loro nuove pubblicazioni. Diciamocelo, già in Italia sono tutti scrittori e zero lettori, figurati se qualche pazzo si incula l’uscita di un romanzo scritto da un emergente. Cosa ne pensi? Passi a fare un giro?”.

Io finisco la pinta, rutto e gli rispondo: “Bella idea Peter ma c’è figa?” Il barista scoppia  a ridere e mi versa un’altra media. Io ero serio ma  lui continua. “Guarda, so che anche tu scrivi, perché non passi e magari scambi due parole con la curatrice del progetto?”

OK, la mia idea è di parlare del nostro gruppo di svitati beoni che scriviamo sul blog. Spiegare che questo blog ha una rivista bimestrale. Che questa rivista bimestrale è una figata. Che questa figata si chiama Taccuino all’Idrogeno. In questo Taccuino all’Idrogeno siamo tutti anonimi e così deve rimanere.

E poi non dirmi che non faccio mai nulla, che non mi impegno e cose tipo che frequento i bar solo per bere…

Domani è Beverdì. Oggi esce l’ultimo numero dell’anno di Taccuino all’Idrogeno. E siccome eravamo indecisi su come chiamarlo abbiamo pensato a Libero. Sì, lo chiamiamo LIBERO.

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Che domani è Beverdì l’avevamo già detto?

Ah, e a proposito, buonliberefeste a tutti! Ecco, fatto, ciao.