fumare

Come fumare senza andare al cinema

Mi ricordo quando si fumava al cinema ma io ero troppo piccola per fumare. Entrare costava ancora tremilacinquecento lire. Adesso otto euro ed è vietato fumare.

Io, al contrario di allora, fumo.

Circa venti/trenta sigarette al giorno.

Non penso di smettere.

Può darsi che il fatto in sé acceleri la comparsa di una degenerazione cellulare irreversibile.

L’unica cosa certa è che non mi permetteranno mai più di fumare al cinema.

Per quanto riguarda la frequenza, vado al cinema trentacinque/ trentasette volte all’anno.

Fumo ogni mezz’ora.

Di notte mai, non fumo mai e non vado mai al cinema.

Il primo film che ho visto è stato “Bambi”, l’ultimo una storia di cow-boy omosex.

Durante Bambi ho pianto, durante l’ultimo avevo solo freddo a causa dell’impianto di areazione difettoso e non c’era mia nonna in quanto defunta, d’altra parte non sarebbe venuta.

La prima sigaretta che ho fumato era leggerissima e la finestra era aperta.

Sembrava di essere al cinema

L’ultima è di un attimo fa. Da camionista. 12 di nicotina. Finestra aperta.

Nessuna delle due mi ha particolarmente divertito. Nessuna delle due finestre. Il film abbastanza. Era un remake.

S.O.

e per ora, Ultimo

due giorni fa’ ho ingoiato la settima pallottola,

con un gran bicchierone d’acqua,

e sto ancora aspettando che faccia effetto.

mi ero cucito la bocca per smettere di fumare,

mi ero tagliato il naso per non sentire il profumo della città,

mi ero inferto profonde ferite alle gambe per poter restare a letto,

mi ero rotto la mano destra per non masturbarmi.

tutto questo è servito a poco, ho dovuto stare ai

patti e ingoiare la settima pallottola.

ora è dentro di me, forse è ormai parte di me,

magari si sarà piazzata vicino al cuore,

pronta ad esplodere a comando,

magari sarà in una caviglia, per

farmi cadere in ginocchio al momento opportuno,

magari sarà in testa, a ticchettare come una bomba

nella rete elettrica dei miei piccoli neuroni.

oppure sarà rimasta in fondo allo stomaco, come

le altre sei, e quasi non ci faccio più caso.

non posso incolpare nessuno perché il contratto

l’avevo stipulato con me stesso e non avevo

nessuna intenzione di fregarmi.

non so quante altre ne dovrò ingoiare,

quante ne dovrò assorbire e metabolizzare per purgarmene.

il pacchetto, qui vicino a me, è ancora pieno,

e non ho idea di quel che mi riserva il futuro.

F.K.