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Quanto vale un foglio bianco per il Taccuino?

Quanto vale un foglio bianco

Quanto vale un foglio bianco per il Taccuino? Quanti like, cuori e commenti? È un’estate così fresca oggi, una giornata così aperta da riempire che le tragedie alla finestra stanno per arrendersi: lacrime già donate, pensieri cupi già provati. Cosa resta? Un abbraccio ai figli, di quelli che poi ci si butta sul divano come gatti arruffati. O altri abbracci graffi e sospiri come canzoni francesi: io e mia moglie sempre sul divano. O De Andrè che ci sveglia con la sua storia di contraddizioni e parole rare, d’amore, vere a raccontarcela, senza sconti né ruffianerie ritorna per parlarci dello stupore di vivere. O la gatta che poi ci va a dormire su quel divano la notte, quando tutti stiamo giocando a ping pong coi brutti sogni e, mentre schiacciamo e vinciamo, a forza di crederci ai sogni belli, il gatto si sveglia e passa in rassegna i nostri occhi leccandoci e asciugandoci quelle lacrime che nascondiamo sui social, agli amici e ai padri ormai seppelliti senza avergli dato l’ultimo bacio sulla fronte.

P.S.

Gli oggetti spostati

-Il fatto è che trovo le cose spostate-

-Non capisco- guardando l’amico con aria preoccupata

-Gli oggetti…-

Segue un silenzio che ne sa di fine della conversazione, invece…

-Non sarà semplice dimenticanza?-

-Dimenticanza?… che termine strano. Comunque non è così!-

I ruoli quasi si confondono, mescolandosi nel dialogo fitto.

-Sicuro, capita a tutti di non trovare un oggetto! A me capita con il telecomando-

-Senti, piantala di compatirmi o di farmi passare per matto!-

-Ma io non…-

-Ascolta! Prima di uscire faccio foto alle stanze. Al mio rientro confronto le foto con la nuova realtà… molte cose risultano spostate-

Appunto per proseguire con il racconto:

Il silenzio è la fine della conversazione. L’amico non sa come ribattere, anche se la sua maschera muta nasconde un sogghigno. Ha una copia delle chiavi di casa. A volte i misteri sono solo frutto di dimenticanze o di astuzie altrui.

Qualcuno suona alla porta. Apro.

Un tizio mi mostra un foglio con un racconto identico al mio, parola per parola.

Ma come è possib…? Ma sì, in fondo in tempi di webcam e roba simile un fatto del genere non stupisce affatto. Ridacchio divertito.

Mi lascia il foglio, saluta. Va.

Il dubbio assorbe ogni mia azione. Forse siamo macchine create per utilizzare altre macchine, i computer. Osservo il foglio con le mie stesse parole, i miei stessi simboli… poi lo sguardo passa sulla chiavetta da 8 Gb attaccata al mazzo di chiavi. Tutto è sempre più miniaturizzato e mi sembra magia. Forse la mente di Dio, forse Dio stesso, semplicemente è riuscito a tenere in pugno il Tutto. Lui sa già cosa scriverò… consapevole di questa convinzione lascio scorrere le dita sui tasti. Libero.

Chi era colui che mi ha consegnato il foglio?

Solo questo il dubbio dopo tante presunte certezze.

M.M.

Raggomitolati

A volte non si può far altro. E si resta così. Indicibilmente inermi. Chiusi a parare i colpi, anche se è da dentro che arrivano. Raggomitolati, per non sbriciolarsi come legno marcio. Si resta così, immobili, stretti.

Si resta così. Sigillati. Raggomitolati nel tentativo di frantumarla, quella cosa. Quella cosa che litri di inchiostro non sono riusciti a raccontare.

Quella cosa aggrappata al cuore, con le unghie, e nello stomaco, alle ossa, sotto la pelle. E nella testa, sibilo infinito indefinito, inquinante, che impone ritmi anomali e sovrasta il suono buono.

Quella cosa che ti altera il sorriso, che infetta il pensiero. Quella cosa che straccia un passato già logoro e sbiadito, e calpesta ricordi già instabili, e scardina il sentimento che ha travalicato l’impossibile per mutare, e sopravvivere. Per non soccombere, e non doversi biasimare, e compatire, e detestare.

E si resta così. Arresi. Con quei litri di inchiostro lasciati lì. Secchi e inutili. Fallimentari. Falsi. Osceni. E parole che non hanno il coraggio di affondare, di dire, di affermare. Che non possono affondare, dire, affermare.

Perché quella cosa deve essere vomitata, sputata, gridata. Con la voce, con il corpo, con gli occhi.

Non è cosa che può essere dissolta nell’inchiostro e dispersa sul foglio. Non si può e non serve scriverne.

E se non si può scriverne, si resta così.

Raggomitolati.

 

J.W.

 

Raggomitolati - E.Z.

 

Taccuino all’Idrogeno – Luglio/Agosto 2010 – Numero 4

L’estate è nel pieno delle sue facoltà (caldo, sole, mare, montagna, sabbia tra le dita, che schifo, si appiccica tutto, devo stare a dieta, dai che ci beviamo una cosa, on the rock grazie, e bla bla bla) e nonostante l’impeto “vogliadivacanzasonnecchiosa” il Taccuino non molla e torna alla carica. E pure puntuale, olè. Pochi gli interventi nel blog negli ultimi mesi, causa lavoro, esami universitari e sì, pure più di qualche sfiga (porc!) che ci ha colti impreparati, però alla fine, eccoci un’altra volta. Un nuovo numero, un numero estivo, un numero gocciolato come i gelati che si sciolgono all’ombra di questo periodo. Come i costumi appesi ad asciugare. E non siate timidi, se non potete portarvi il pc sotto l’ombrellone (che state scherzando?! Non fatelo mai!!!), ci potete sempre stampare e vi staremo vicini vicini. In fondo funzioniamo bene come creme protettive appiccicose (e dai, lasciatevi spalmare), o anche come carta per degli ottimi falò in riva al mare. Noi siam curiosi di vedere chi imperterrito non abbandona la lettura nemmeno in vacanza. Qualsiasi sia lo scopo, beccatevi il link di questo bimestrale:

Taccuino all’Idrogeno – Numero 4

E speriamo vi gusti!

ps: ed ecco anche il link ad issuu per ogni eventuale difficoltà di lettura tramite blog:

Taccuino all\’Idrogeno – Numero 4 – Issuu

Buona lettura e buona estate a tutti!

Taccuino all’Idrogeno – Numero 2, Aprile 2010

10 aprile. Usciamo di nuovo su carta (almeno per i pochi “fortunati” raggiungibili) col secondo numero, come sempre imperfetto e in valutazione, ma vivo e in salute, e si auspica in crescita:

Taccuino all’Idrogeno – Numero 2

E informiamo quanti siano capitati da queste parti e ritengano di potere \ volere contribuire alle prossime uscite che ci sono alcune sedie libere al nostro tavolo. Scrivete!

taccuinoallidrogeno@hotmail.it

http://www.anobii.com/groups/0187cf6c6729c9e488/

Enjoy!

ps: e per chi avesse qualche problema di visualizzazione on-line e volesse tentare altri metodi eccoci qui, siamo anche su issuu  http://issuu.com/taccuinoallidrogeno/docs/taccuino_all_idrogeno_numero_2

Enjoy alla seconda!