ferite

Ricci di vizi

Mi sorridi per chiedere qualcosa, e lo fai benissimo, così io ci casco come la prima volta. Un’amicizia circolare, infernale, per niente salutare. Eppure mi sei stata vicina quanto lo era stata la parietaria al mio primo attacco di allergia serio. Ti annuso e scappo via, oggi. Tu sorridi e mi tieni dentro al cerchio, quando lo desideri. Parli male di tutti e sorridi per sorridere solo quando stai bene, otto volte all’anno.

Nera di ricci nera di vizi ti accontenti degli sguardi che partono dai denti. Affilati, che chissà quali ferite procurano nei localetti fumosi di Roma. Quelle notti agognate, quelle notti di culi stretti nei jeans, che strizzavano le possibilità e partorivano pensieri stupendi.

Una tenerezza il ricordo, una breve tenerezza che sconquassa ogni residuo di amarezza.

Pare che il sole cominci a entrare anche oggi in questo giorno nuovo.

P.S.

e per ora, Ultimo

due giorni fa’ ho ingoiato la settima pallottola,

con un gran bicchierone d’acqua,

e sto ancora aspettando che faccia effetto.

mi ero cucito la bocca per smettere di fumare,

mi ero tagliato il naso per non sentire il profumo della città,

mi ero inferto profonde ferite alle gambe per poter restare a letto,

mi ero rotto la mano destra per non masturbarmi.

tutto questo è servito a poco, ho dovuto stare ai

patti e ingoiare la settima pallottola.

ora è dentro di me, forse è ormai parte di me,

magari si sarà piazzata vicino al cuore,

pronta ad esplodere a comando,

magari sarà in una caviglia, per

farmi cadere in ginocchio al momento opportuno,

magari sarà in testa, a ticchettare come una bomba

nella rete elettrica dei miei piccoli neuroni.

oppure sarà rimasta in fondo allo stomaco, come

le altre sei, e quasi non ci faccio più caso.

non posso incolpare nessuno perché il contratto

l’avevo stipulato con me stesso e non avevo

nessuna intenzione di fregarmi.

non so quante altre ne dovrò ingoiare,

quante ne dovrò assorbire e metabolizzare per purgarmene.

il pacchetto, qui vicino a me, è ancora pieno,

e non ho idea di quel che mi riserva il futuro.

F.K.