favola

Snow White Baby

mela-parti…e la regina scoprì che Biancaneve era ancora viva! Grazie a un filtro magico si trasformò in una strega e avvelenò una mela. Poi si recò nel bosco e, fingendosi una mendicante, offrì a Biancaneve la mela stregata. “Coraggio, dalle un morso!” Non appena la fanciulla l’ebbe assaggiata, per incantesimo, cadde in un sonno profondo. Intanto gli animali del bosco erano corsi ad avvertire i nani. “Eccola là!” esclamarono, vedendo la strega che si allontanava veloce. Mentre la inseguivano, scoppiò un terribile temporale. La malvagia regina si arrampicò fin sulla cima di un profondo burrone. Proprio allora, un fulmine la fece precipitare dalla roccia. I nani decisero di costruire un’urna di cristallo e oro, dove deposero Biancaneve. Finché un giorno passò di là un principe, che rimase incantato dalla bellezza della giovane. Sceso da cavallo, si avvicinò e si chinò per baciarla…

Stoooop!!

AAAHHH Gianni, eeee… com’è che nu ce sta la stessa ragazza che ballava coi nanetti? Sì, la mora co’ lo stacco de coscia de la Seredova…

Ooh, ma l’hai vista questa? Cià pure i baffi che pare mio nonno. No guarda reggista nun ce siamo proprio. Eravamo d’accordo, mi avevi detto che dovevo fare un cammeo, una parte fatta proprio pemmè. Te dico de sì in amicizia, nun me prendo manco troppi sordi e tu me fai bacià ‘na cozza?

Gianni scusa ma ciò ‘na reputazione, io sono stato a Oolliwuudd, ho lavorato co’ li meglio reggisti. Tu la baceresti questa? Nun se po’ guardà, cià pure la fiatella. 

Come dici? É l’effetto dell’incantesimo o per esigenze de scena l’hai sostituita? Ma chemmefrega. Trovate quarcun altro che se bacia la Prin-Cess…

‘Namo dai. Ciao bella, te saluto…

R.V.

nota: l’immagine l’abbiamo presa da qui http://www.alimentipedia.it/mela.html. Che non sia mai, eh.

 

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Cinderella Dream

cinderella dream… allora Cenerentola mise la mano nella tasca del grembiule. “Non preoccupatevi” – disse –  “ho io l’altra scarpetta”. Il duca gliela calzò, ed il piede naturalmente entrò senza fatica.  Il quel momento apparve la fata Smemorina, che toccò Cenerentola con la bacchetta magica. E tutti poterono constatare che era proprio lei la bellasconosciuta che aveva conquistato il cuore del principe al ballo. Cenerentola guardò le scarpe ai suoi piedi e disse: “Ma come, non sono le Anouk di Jimmy Choo? Ho dovuto sudare, lavare pavimenti come una sguattera, sopportare questa vecchia megera e le due figlie acide più dello yogurt, per cosa? Per un banalissimo paio di scarpe da mercato. Eh no mio caro principe, a tutto c’è un limite. É vero, io ho perso la mia scarpa scendendo giù dalle scale, ma tu due soldi da parte ce li avrai? Io sono Cenerentola, quella che ha reso questa storia da calzolaio il sogno di ogni bambina. Sono quella che non ti fa apparire come uno stupidotto di campagna senza cervello che per trovare moglie deve organizzare una convention neanche fosse un politico. Senza di me il ballo al castello sarebbe poco più di una sagra della salsiccia. Ed io che ci sono cascata come una stupida. Mi sono illusa che il gran finale potesse essere diverso almeno per una volta. Ma non mi freghi, caro principe, il sessantotto mi ha insegnato che il non fare niente per niente è meglio del vissero felici e contenti.”

E indignata Cenerentola si alzò e varcò la porta di casa senza voltarsi indietro convinta che per una donna rinunciare ad un tacco 12 fosse un sacrilegio.

R.V.

Imprevedibili avventure in un giorno di nebbia

Cosa succederebbe se domani a una nerd invisibile venisse concesso di diventare una persona popolare?

Se un virus scombinasse i file predefiniti di domani e teletrasportasse una donna trascurata e sola in un’esistenza turbolenta, a colori e con un sottofondo di musica jazz?

Sembrerebbe una storia alla Johnny Mnemonic o tipo Eternal Sunshine of the Spotless (mi rifiuto di usare l’orrido titolo italiano di quel film). Invece non c’è nulla di cibernetico, solo il caso.

Sono gli anni ’30. Miss Pettigrew per un errore vive una giornata da favola; si mischia alla vita di una soubrette, i suoi amanti, le amiche curatissime e ben vestite e assapora, oltre a del buon cibo in quantità sufficiente, la vita che aveva sempre immaginato dall’altra parte del muro e che aveva condannato e disprezzato nel buon nome della reputazione e della moralità.

Ginevra entra a piccoli passi nel disordine, nei profumi, nelle pellicce e nell’alcool, nel quale presto si scioglierà.

Dalla bambinaia di ultimo livello entrata in casa di Miss LaFosse al mattino, goffa e timida, sguscia fuori una donna sicura in grado di riprendere giovanotti muscolosi e irascibili, frequentatori di night club e labili ballerine. Non solo si integra perfettamente in poche ore. Ma diventa anche un punto di riferimento per tutti quegli individui che riteneva inavvicinabili e superiori. La loro confidente, dalla quale accettano consigli e della quale sperano di ottenere l’approvazione.

Un elogio dell’imprevedibilità ironico, fluido, a tratti amaro. Una disperazione che corre sempre sorda sul fondo, i tristi pensieri di Ms Pettigrew e il sapere dolorosamente di dover tornare al niente che è la sua vita; è questa stessa angoscia a darle l’audacia di aggrapparsi all’unica possibilità, sebbene fuori dal comune e a picco sul niente.

E prima che rispunti il giorno Ms Pettigrew avrà la sua rivincita ed una piacevole sorpresa: gli errori non sempre si pagano.

Un giorno di Gloria per Miss Pettigrew, Winifred Watson

S.A.

Questa recensione, e quelle che seguiranno nelle settimane a venire, sono, ovviamente, personalissime e magari poco obiettive. Per date, analisi, critiche, non rivolgetevi a me. Come sempre, sono responsabile di ciò che scrivo, ma non dell’uso che ne viene fatto.