destino

Chiunque tu sia

Il fatto è che chiunque tu sia,

Potresti essere uno stronzo

O anche una brava persona,

Potresti aver condotto un’esistenza esemplare

O potresti aver vissuto nella più sordida dissolutezza,

Potresti pure essere un facoltoso filantropo

Oppure risvegliarti ogni mattina su un marciapiede con la faccia adagiata su una pozza di vomito tiepido,

Potresti essere anche un cane

O un capibara,

Potresti pure essere un pio ecclesiastico convinto di poter estirpare il dolore dal mondo

O potresti convivere col dolore più profondo per ogni istante della tua vita fino a crepare solo in una stanzetta umida…

Sarai humus organico e vermiculite.

Sarai terra.

É  nella terra il destino dell’umanità.

G.U.

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Panta Rei quindi Carpe Diem (ovvero anche Zarathustra sarebbe in difficoltà)

Che il fine ultimo delle cose, di tutte le cose, persino della vita, sia il nulla, questo è un grosso problema per l’essere umano. Che alla fine rimanga solo il nichilismo, che alla fine nichilista è chi il nichilista fa, questo è un grosso problema per l’essere umano. Non passa giorno senza che televisioni, radio, carta stampata e chiacchiere di condominio vadano ad attecchire sulle emozioni umane con scene di disperazione, angoscia, tristezza, paura, morte. Ma soprattutto con scene di sfortuna. Perché se le cose sono andate in quel modo è stata solo questione di sfortuna. Mentre tutto questo accade io mi chiedo: ma cos’è quindi la fortuna? Riesco solo a rispondermi che è un sogno, un gran bel regalo confezionato da una commessa “di bella presenza, capace, loquace, spigliata e automunita”. Rifletto infatti sul fatto che i regali capitano solo con le feste, come delle pallide eccezioni al desiderio di felicità perenne che ci affligge tutto l’anno. Lo stato primo dell’essere umano è l’insoddisfazione e l’infelicità, almeno per la maggior parte degli esseri umani – per quanto riguarda la restante parte ci affanniamo a trovare qualcosa di sbagliato nelle loro vite per rinfrancare la speranza, amica della fortuna, a quanto pare – tuttavia è inutile nasconderci il fatto che i gradi di infelicità siano diversi. Le caste non ci mollano mai. Noi le abbiamo inventate e noi ce le teniamo. E’ così. Ciò che riguarda l’uomo è tutto un’invenzione umana. Forse per farci sentire più importanti, forse per farci sentire meno soli. Sicuramente non tutti se ne preoccupano, questo è fuori dubbio, e così si passano gli anni a coprire ciò che viene prima con verità camuffate da belle bolle di sapone per sentire meno il senso di inadeguatezza. E’ così che viene pure la fortuna sapete? Perché alla fin fine il contenuto vero della vita è un’immensa spalata in faccia di normalità – ah no, pardon, “sfortuna”. Ma in fondo essere chiunque non serve a molto, così dicono, meglio essere “adeguati” ma con brio e se ci scappa pure di credere in infinite possibilità di successo in superficieah no, pardon, “salvezza“ – perché non darcene la possibilità? Tanto di tempo ne abbiamo, così dicono (o perlomeno omettono di dire il contrario), quindi che “ci” resta da fare? Alla fin fine che il fine ultimo delle cose, di tutte le cose, persino della vita, sia il nulla, parlando in generale è un grosso problema per l’essere umano.

I.M.