bambino

L’occhio

Hai sognato il veliero che porta il suono dell’acqua nel suo legno

i discorsi scheggiati dall’uso e le forchette piene di graffi

hai visto il bambino fotografato nel silenzio

un ultimo fermo immagine sotto le macerie del ciak

E.B.

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Big Bang Bimbo

Non è possibile che ci sia stato il big bang della materia, e neppure che la creazione sia opera di un dio. Ma c’era un gigantesco uomo molto molto più evoluto dell’uomo attuale: poi lui esplode e le innumerevoli cellule sparse sulla terra vanno a formare gli uomini. Quello che siamo viene da lì.

Questo mi ha detto mio figlio grande l’altra sera.

Ora, qui spiazzato dal profondo dell’anima, mi accorgo che in superficie mando solo cosette, battute, pensieri moribondi. Il resto me lo tengo stretto al cappio del ricordo. La mia storia rischia di diventare un’inguaribile storia di timidezze e orgogli da nascondere dentro, al riparo, e fuori una sfacciata fuga dalla realtà. Quella degli altri, sia chiaro. La mia realtà regge su palafitte coraggiose ma umide, e fuori dal tempo. Basterebbe mantenere la calma, scoprire le intuizioni e dargli una forma. Non attaccare gli altri, non urlare ai bambini e giocare coi sogni.

Nessuna scusa può oggi tuonare contro il destino. Penso alle infinite storie tragiche che sbandano ai margini del mio giardino. Alle urla del bambino che vuole uscire dalla stanza: la madre l’ha chiuso dentro per punizione. Noi fuori tremiamo e speriamo a un imminente ripensamento della signora. Sotto, intorno a me, le donne in strada parlano ansiose di far qualcosa. Mi affido a loro, quindi accendo la macchina e scappo verso casetta mia.

Ecco un esempio di vigliaccheria contemporanea. Ecco chi sono, in attimi dimenticabili, dentro quest’umano consorzio variopinto.

Lascio lo spazio che resta al mio figlio piccolo: che scriva lui parole lucide d’ingenuità sul mondo. Spetta a lui sognare con gli occhi spalancati, a me resta un cuscino morbido per la cervicale e un libro aperto sull’ultima pagina. 

P.S.