avanti

Senza Titolo

Circondami. Danzami attorno. Afferrami e tirami.

Ora fammi correre, lasciami. Cado. Colpiscimi. E fallo con forza.

Una, due volte. Sento qualsiasi dolore ma vedo già più avanti.

Adesso abbracciami, lasciami piangere.

Fammi leggere le labbra e quando sorrido ritorna a colpirmi.

Prendi bene la mira, rompi qualsiasi cosa.

Labbra, cartilagine, ossa, pelle.

Vai giù e continua a colpire finchè non senti lo stomaco aprirsi.

E inghiottire tutto quello che c’è.

Guardalo chiudersi, ricucirsi. Accarezzalo, tienilo fermo.

E affonda di nuovo le dita.

 

S.A.

 

Lacrime di Sabbia - E.Z.

 

Che strani sogni

Che strani sogni.

Fluttuare senza vergogna e senza vestiti nell’acqua piena di alberi.

Aggrapparsi ad un ramo in alto, pendere sull’acqua e ritornare sul tronco.

Percepire qualsiasi cosa a contatto con la pelle e non riconoscerne la differenza.

Vento che gonfia dei vestiti bianchissimi e dei capelli aggrovigliati.

Gli occhi che luccicano, nient’altro che acqua.

Saltare dalla banchina e continuare a guardare avanti.

Questi sono i sogni che dovrei fare ogni notte.

 

S.A.