Archivio per la categoria IDROGENO LIQUIDO (Appunti, articoli, poesie, psicosi immediate. Dalla carta alla rete.)
Capsula K
Pubblicato da TaccuinoallIdrogeno in IDROGENO LIQUIDO (Appunti, articoli, poesie, psicosi immediate. Dalla carta alla rete.) il 3 giugno 2013
Resterò per sempre
sulla finestra della tua cucina
Lì
tra il basilico e il rosmarino
come un fantasma italiano
confuso nel vetro
…
S.O.
Vuoto molle
Pubblicato da TaccuinoallIdrogeno in IDROGENO LIQUIDO (Appunti, articoli, poesie, psicosi immediate. Dalla carta alla rete.) il 23 maggio 2013
E poi il vuoto, che persiste.
Incombe e ingoia. Ma non risputa.
Un vuoto molle.
E c’è il problema che questo vuoto si porta via il tempo a manciate.
Secca la lingua e gli occhi.
Impermeabilizza anche la pelle, e le cose scivolano via.
Come fossi diventata un piccione.
Ho inciampato, ci sono caduta dentro.
E non ho per niente voglia di alzarmi.
Si sta bene, in terra.
E poi c’è il problema che questo vuoto si porta via i suoni,
e gli odori
e i colori
e i volti
e i legami, che si spezzano e non fanno neanche rumore.
Mi metto comoda, ho l’impressione che non mi alzerò.
Per parecchio tempo.
Non mi preoccupo.
Di chi non mi viene a cercare.
Di chi mi chiede se mi voglio alzare ma non aspetta la risposta.
E poi c’è il problema che questo vuoto non si porta via il passato.
Ma lo accoglie e lo ripropone.
A ciclo continuo. Cocacola calda sgasata popocorn rancidi.
Anche le scene che avevo tagliato dal montaggio finale.
Mastico popcorn rancidi e gli annaffio con cocacola calda sgasata.
Ho esaurito le battute.
…
J.W.
Capsula B
Pubblicato da TaccuinoallIdrogeno in IDROGENO LIQUIDO (Appunti, articoli, poesie, psicosi immediate. Dalla carta alla rete.) il 20 maggio 2013
Il brivido delle foglie che danzano
come farfalle
Lo senti?
La tarantola del desiderio
quando diventa rosso Sahara
La senti?
E le dune notturne
sono palazzi d’inverno
licheni di stella
Magica la notte imbroglia
nell ‘ illusione che l’amore
esista davvero
ma è solo un crepitìo
una corrente
…
S.O.
Avevo quasi tre anni e non parlavo
Pubblicato da TaccuinoallIdrogeno in IDROGENO LIQUIDO (Appunti, articoli, poesie, psicosi immediate. Dalla carta alla rete.) il 15 maggio 2013
Avevo quasi tre anni e non parlavo; ah! A un anno stavo pure per morire. Già, e a sei anni ero praticamente muto, con gli estranei, ma a casa, davanti a tutti, toccavo il seno di mia madre e ridevo. A otto anni ho visto piangere mia madre per la morte della sorella. A dodici viaggiavo da solo in treno. Il resto, nell’assoluta libertà forzata di quegli anni, oggi mi appare come un filo trasparente che ha condotto una storia verso la sua fine. Che poi è stato l’inizio, quell’assoluto momento pari a una resurrezione serale, al riparo dalle zanzare. A quel punto, oltre il filo, oltre il vero, è comparsa una ragazza. La prima volta che le ho succhiato il seno sapeva di antico: all’improvviso ho ricordato il dettaglio, il sapore, quel piacevole sapore attaccato alle labbra d’infanzia.
Ecco il mio cerchio di cappio che sto piano piano allargando. Da domani ci passerai anche tu se vuoi.
P.S.




