Archivio per febbraio 2010

Il

 

A distanza concordata

le si stropicciano le viscere

e non posso far niente

se non sperperare

ogni forza

finire ogni energia

che non ne rimanga per gemere

o per un fiato di pensiero

 Oggi stoppa dolente è materia di cui sono fatto

 

Y.F.

 

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Lo Spettro

 

A: Non è forse tutto relativo? Non va forse tutto oltre la superficie?

B: No, non tutto, dipende.

A: Ma se dipende, allora non torna ad essere di nuovo tutto relativo e ad andare tutto oltre la superficie?

B: Beh…

A: Mi faccio un goccetto…intanto ci penso…

B: La filosofia è un gran casino per gli esseri umani…

A: E sarà per questo che gli animali non sanno che farsene…

B: Ma non siamo anche noi animali?

A: Beh…

B: Me lo faccio pure io un goccetto mentre ci penso…

 

I.M.

 

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Taccuino All’Idrogeno – Numero 1, Gennaio/Febbraio 2010

Si procede a tentoni, socchiudendo gli occhi ad ogni passo: sembra il campo minato di windows, coi numeretti progressivi che indicano quanto sei vicino alla bomba. Ma tant’è, il martirio ha fruttato ed ecco la prima (e in realtà seconda) casella abbattuta; Il tanto atteso (da noi in primis) Numero 1 della Rivista, con le maiuscole al proprio posto. Complilato sul filo di lana con la precisa aspettativa \ timore \ necessità di una critica; e con innumerevoli cerchi di occhiaie, da sottolineare.. che piaccia, faccia discutere, o sia utilizzata per incartare uova o masserizie.

Taccuino all’Idrogeno – Numero 1

 

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Scambi

Ricordo di essere entrata in libreria uno dei giorni scorsi. Qualcosa mi ha tirato per la cintura della giacca e mi ha trascinato per sei piani.

Ho l’impressione, ma è come in un sogno, di essere stata messa in vetrina, e che tanti tomi di tutte le dimensioni, con nomi molto lunghi, mi fissassero. Alcuni mi indicavano. Altri mi snobbavano. Un paio mi hanno girato e cercavano una descrizione.

Avevo un po’ paura, ma forse era quel timore reverenziale che si prova quando si è di fronte a personaggi eminenti.

Ho l’impressione di non essere io l’autrice e fautrice.

Non sono io che muovo i miei passi fino alla libreria.

Ritengo di essere preda di uno strano gioco.

Mi sembra quasi che quella che è comprata ogni volta sia io, non loro.

S.A.

 

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White Rabbit

 

(…) I libri sono come degli specchi. Tanti tantissimi specchi puliti in superficie. E’ per questo che la maggior parte delle persone li legge. Quelle stesse persone sono accumunate da una spasmodica ricerca di qualcosa di diverso ma allo stesso tempo simile a loro, che eluda la realtà e porti la quasi sicura certezza di arricchirla, qualsiasi sia il punto di partenza e qualsiasi sia la direzione. Gli individui sono in fondo esseri semplici e spesso cercano altrove le loro ragioni di essere e i loro gusti ed odori. Un libro serve nella maggior parte dei casi a dare ai suoi lettori dei valori aggiunti di vario genere, oppure serve al contrario, a toglierli, non ho visto molto altro in giro. Ci sono folle intere, piccoli gruppetti, o singoli malinconici ovunque, affacciati a delle pagine piene zeppe di storie, favole, morali e realtà fantastiche o tangibili. Affacciati ad atmosfere, sentimenti, passioni, paure, questioni, casi, destini, terrori, orrori e miserie. Negli ultimi esempi tra l’altro il numero dei lettori diminuisce enormemente. E c’è una sola questione: cosa vi cerchino. (…)

I.M.

 

A seguire nel prossimo numero di Taccuino all’Idrogeno (e manca poco, ci stiamo alzando dal tavolo)…

 

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